Blog di Carta



Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate: ultima modifica: 3.09.11

Tra un triangolo platonico ed un quadrato aristotelico mi rilasso navigando senza forme geomteriche tra le mille pagine che popolano il web, come un viaggiatore, che non sa dove sta andando, ma che si lascia portare dalla strada.

Stasera mi sono fatto condurre dai miei click e ho visto delle pagine interessanti e che mi hanno fatto riflettere.

Ho trovato questo Blog, Pornoromantica (incredibile ma vero da un sito di marketing), dove una donna si confronta sui temi della sessualità con i suoi lettori: da questo Blog è nato un libro dove sono raccolti i commenti più interessanti ed i migliori post.

Eì il secondo caso che vedo di Blog che diventa cartaceo: il primo è stato quello sui Chuck Norris Facts e da oggi rifletto su questo fenomeno inverso, dal digitale all’analogico e ho sviluppato alcuni pensieri sul perchè si passi dal Blog al Libro:

1) tra le infinite pagine del web è molto difficile emergere ed essere trovati, si è un proverbiale ago nel mare profondo (frase cinese). Il libro è un mezzo di comunicazione diffuso e con un pubblico ben preciso: più ampio di quello del web, perchè raggiungi anche coloro che non hanno una connessione internet, più limitato di quello del web perchè parli solo a coloro che possono leggere in italiano;

2) la possibilità di guadagnare con Adsense è valida per i blog con un elevato numero di contatti, ma lamaggior parte dei visitatori dei blog non li guarda nemmeno: il blog può divenire un mezzo guadagno soprattutto se pubblicato;

3) con il libro si sviluppa un rapporto affettivo e temporale: quando riguardi una copertina, una pagina, un orecchio fatto a in alto, ti scaturiscono un fiume travolgente di emozioni, elementi che un monitor nn ti può dare (una volta però ho fatto l’orecchio al mio portatile, ma dopo ho dovuto cambiare il monitor…). Penso che questa sia una delle ragioni per cui il libro sopravvive al formato digitale perchè il monitor è, per dirla con le parole di Marc Augè, un non luogo: tutti i monitor sono uguali, senza caratteristiche proprie, mentre i libri sono luoghi particolari, specifici, ai quali ci leghiamo fisicamente ed affettivamente: ho scelto libri per i loro colori, ne ho scelti alcuni per le loro edizioni, per il loro formato. Laura ha detto una frase bellissima: un libro non si legge, ma si vive.

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