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Perché non ti piace il m5s?



Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate: ultima modifica: 6.02.14

Ogni tanto qualcuno dei miei amici mi chiede perché io sia così contrario al movimento di Beppe Grillo: perché siamo in antitesi. A me piace lo Stato, credo nella Politica e penso che il ruolo del Pubblico sia fondamentale. Ho però strutturato la cosa e i principali motivi (ve ne sono anche molti altri) per i quali io e il m5s non potremo mai andare d’accordo.

L’odio per la politica

Per me la Politica è una cosa meravigliosa ed importante così come lo sono il ruolo e il rispetto per le istituzioni. La Politica è compromesso: il fatto di avere la maggioranza non significa ignorare le minoranze e non cercare una mediazione (che non vuol dire “fare come vogliono gli altri”, ma “ascoltare gli altri e integrare dove possibile”). Anni di Berlusconismo (dove soggetti politici facevano quello che volevano solo per proprio tornaconto ignorando questa mediazione) unito alla retorica di Beppe Grillo (dove la mediazione diventa inciucio) hanno fatto sì che uno dei punti cardini del movimento cinque stelle sia il rifiuto di ogni mediazione con chi non è parte del movimento stesso.

Prendiamo il caso dell’elezione del Presidente della Repubblica (in quanto emblematico): “dovete votare Rodotà. Noi non votiamo altro”. Mediare, fare una scelta condivisa non funziona esattamente così: nonostante il nome sia eccellente 1 il nome va trovato insieme. Il compromesso è questo: entrambe le parti si vengono incontro, non è solo una delle due che si piega ai voleri dell’altro.

Purtroppo l’incapacità di mediare rende il movimento cinque stelle una bella idea che purtroppo, non avendo i numeri e la capacità di raccogliere consensi alle camere, rimarranno intangibili. Per me la politica è Fare, non pensare.

Mi spiace ma se per te la mediazione non è uno dei valori fondanti non potremo mai andare d’accordo.

Tecnocrazia ingenua

Il partito della rete ha una relazione complicata con il digitale. Nonostante i proclami, l’uso che fanno della rete, il modo in cui comunicano è prevalentemente ingenuo: quella del movimento cinque stelle è una idea romantica della rete. La tecnologia salverà il mondo, il voto online ci farà partecipare tutti e le marmotte incarteranno il cioccolato.

Per chi ha una minima competenza in questo dominio (digitale) le affermazioni fatte sia da Beppe Grillo sia dagli esponenti del Movimento lasciano estremamente perplessi. Vale anche per l’uso degli strumenti. Sinceramente, quando sento parlare di democrazia diretta, votazioni digitali e uso dei Social Media mi cadono le braccia.

Detesto chi parla di cose che non conosce e di conseguenza non potremo mai andare d’accordo.

Uno vale uno

L’appiattimento delle competenze, svalutare l’esperienza, la morte della tanto sbandierata meritocrazia. Non siamo tutti uguali, abbiamo competenze diverse ed è giusto che l’opinione di un esperto valga più di quella dell’uomo della strada.

Solitamente parlo solo di argomenti che conosco (e infatti tendo a rompere le scatole principalmente sempre sulle solite tre quattro cose) e delego a chi è più esperto di me negli altri campi. Non adoro una nazione che a seconda del giorno è fatta da 60 milioni di CT della nazionale, esperti di editoria, startupper: un conto è il discorso al bar, un conto sono le decisioni che hanno un impatto sulla vita di tutti i cittadini.

È collegato a un odio verso le competenze, verso la specializzazione chi ha passato la vita a studiare un determinato argomento. Sei laureato? Non importa, la scienza è corrotta e le università pubbliche sono diplomifici.

Dato che non farei mai costruire le fondamenta di casa al panettiere, per me uno non vale uno e quindi non potremo mai andare d’accordo.

La politica come mercato

Per me la Politica è una cosa importante e seria (ormai dovrebbe essere chiaro) e riguarda la vita dello stato. L’idea che siano i privati a finanziare le persone che dovrebbero occuparsi dello Stato mi fa venire i brividi.

Pertanto l’idea di abolire il finanziamento pubblico ai partiti è una cosa che mi urta profondamente: il problema dei finanziamenti esiste (vedi le conclusioni del post), ma i Politici dovrebbero occuparsi dello Stato senza condizionamenti. E se sei sponsorizzato dai privati sei condizionato (consapevolmente o inconsapevolmente).

Dato che per me un Servitore dello Stato deve essere indipendente da finanziamenti privati non potremo andare d’accordo.

L’informazione come mercato

Un altro punto che mi tiene molto lontano dal movimento cinque stelle è l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai giornali (sia aiuti diretti che indiretti). Dato che in Italia abbiamo un problema di indipendenza dell’informazione, la soluzione è dare in mano alle imprese e al mercato l’informazione. Non credo proprio funzionerebbe.

Per me l’informazione è un elemento fondamentale per un paese democratico, ma l’informazione per essere libera non può essere gestita come un bene qualunque e come un mercato: se è il profitto a indirizzare gli articoli, solo quelli con la capacità di suscitare interesse verranno prodotti. Le persone riceveranno solo quello che vogliono sapere e non anche quello che devono sapere (cosa piuttosto problematica).

Ovviamente poi c’è il rischio che non vengano pubblicati articoli che cozzano con gli interessi del proprietario del giornale.

Credo che l’informazione sia un bene troppo prezioso per lasciarlo in mano ai privati e di conseguenza sul tema del finanziamento alla stampa non potremo mai andare d’accordo.

 Pseudoscienza e complottismo

Un conto sono le convinzioni personali, un altro è quando la fede nelle pseudoscienze e nelle teorie del complotto sono alla base di un partito.

Biowashball, scie chimiche, autismo e vaccini, complotto dell’AIDS, inutilità della sperimentazione animale, sirene, microchip sottocutanei, Bilderberg… davvero? Vogliamo davvero dare un voto a chi supporta questa cosa?  Personalmente lo trovo inaccettabile. Tuttavia questo elemento è collegato con la componente dell’informazione (le notizie dei giornali sono di regime e quindi false), la tecnocrazia ingenua (se è in rete è vero) e “uno vale uno” (il fatto che una persona che ha passato la vita a studiare l’argomento dica che è una idiozia non conta).

Personalmente non darei mai il voto a un partito di complottisti e quindi io e i Grillini non andremo mai d’accordo.

Banalizzazione dei problemi complessi

E che cosa ci vuole a risolvere un problema? Tagli, distruggi, annienti e il problema è risolto. Finanziamento ai partiti non trasparente e usato male? Basta toglierlo. Fondi pubblici alla stampa che sembrano eccessivi? Basta toglierli. L’economia va male? Torniamo all’autarchia ed evviva il protezionismo. E potremmo continuare: i proclami li abbiamo sentiti tutti.

Peccato che i problemi di oggi siano estremamente complessi e non di facile comprensione e risoluzione. Il modo del movimento cinque stelle di risolvere un’unghia incarnita (o una frattura) è l’amputazione dell’arto. È una tecnica nota per conquistare consensi in maniera rapida: basta promettere di risolvere problemi con una ricetta facile (“un milione di posti di lavoro”) o dicendo che il problema sono gli altri (“gli immigrati ci portano via il lavoro”). Niente di nuovo: solo un linguaggio più colorito e scarso rispetto per gli altri.

Dato che per comprendere un problema e trovarne la soluzione è necessario essere competenti, la banalizzazione 2 (figlia dell’uno uguale uno) non mi vedrà mai d’accordo.

 Intransigenza: o con noi o contro di noi

Non esiste una dicotomia netta: credo che alcune proposte del movimento cinque stelle siano valide e che altre siano idee talmente balzane che non abbia nemmeno senso spiegare il perché siano prive di senso. Tuttavia, dato che non accetto alcuni dei dogmi di partenza, purtroppo sono uno degli altri, di quelli dell’inciucio, di quelli che credono ai poteri forti: come già detto all’inizio per me la mediazione è un valore fondamentale.

Me ne farò una ragione ma è un altro motivo per cui non posso andare d’accordo con il movimento cinque stelle.

La risposta sbagliata a un problema reale

I Grillini e il movimento cinque stelle non sono la causa dei mali dell’Italia (o dei problemi che abbiamo oggi) ma sono il frutto degli ultimi 20 anni. Una politica che non si è rinnovata, problemi che non sono stati risolti, Istituzioni ridicolizzate, personaggi dalle dubbie capacità messe a capo di enti o ministeri… sono tutti elementi che hanno creato un popolo pronto a votare un partito di questo tipo. Oltretutto sono gli elementi che hanno creato anche parlamentari di questo tipo: persone che scambiano le Camere per le scuole Superiori (con scene tipiche da occupazione studentesca con persone che ballano, vanno sul tetto, insultano, spingono, fanno gesti osceni) e che non hanno idea di cosa voglia dire fare Politica.

Ci sono un sacco di problemi reali: il finanziamento ai partiti è un problema, i finanziamenti all’editoria sono un problema, gli sprechi sono un problema e via dicendo: molte delle cose che ha denunciato e denuncia tutt’oggi  il movimento cinque stelle sono problemi reali che vanno affrontati. Non è però distruggendo tutto o semplicemente urlando che i problemi si risolveranno. Non è nemmeno isolandosi che cambia qualcosa.

Tra me e il movimento non ci sarà mai sintonia (a meno che non cambino tutto quello che c’è scritto sopra, ma dubito: vorrebbe dire snaturare l’identità stessa, l’anima del movimento). Diciamo che me ne farò una ragione (e smetterò anche di parlare con chi non vuole ascoltare) e aspetterò che i Politici sostituiscano i politici (perché in fondo era questo che si voleva, non che la casalinga o il panettiere sostituissero il politico).

Featured image:  Photo by Mélisande* – http://flic.kr/p/95sWD

Note:

  1. Peccato che alla prima critica sia stato scaricato dal megafono del movimento
  2. Ovviamente da un punto di vista comunicativo è molto più efficace banalizzare i problemi e le soluzioni dato che diventano slogan facilmente memorizzabili. Le soluzioni reali sono complesse, non si capiscono, non interessano
15 replies
  1. Roberto Fumarola
    Roberto Fumarola says:

    sottoscrivo tutti i punti. All’inizio erano sembrati i salvatori della patria, ora non so neanche cosa sono diventati.
    Il loro approccio va bene per un piccolo comune o per un condominio, poi ci si ferma li.

    Reply
  2. Fulvio Prisinzano
    Fulvio Prisinzano says:

    Senza offesa e rispettando le sue – legittime – opinioni:

    1) avendo letto anche il suo http://www.pierotaglia.net/fondamenti-di-logica-per-grillini/, le consiglio di evitare l’uguaglianza “grillino” = “elettore M5S”, con:

    – Grillino: adepto del blog beppegrillo.it, che considera le parole del guru infallibili e ogni critica reato di lesa maestà al guru

    – Eletttore M5S: persona che ha votato M5S perchè la ritiene la forza politica migliore (noti: non perfetta) in circolazione, consapevole che non possa (per costruzione) essere la panacea di tutti i mali

    Questa disuguaglianza l’aiuterà a non fare inferenze errate (grillino = idiota, elettore M5s = grillino -> elettore M5S = idiota)

    2) trovo l’articolo (credo per colpa della comunicazione 2.0, che credo abbia il problema fondamentale che sia solo sintesi: http://fulvioprisinzano.myblog.it/2011/06/28/aristotele-chi-era-costui/) trabordante del difetto di “Banalizzazione dei problemi complessi”: ridurre tutto a M5S = demagogia/popolusmo (scusi se riassumo, ma credo sia la sintesi migliore per questo post). Si è mai chiesto le motivazioni che hanno portato ad avere queste posizioni radicali (1 = 1, partecipazione diretta, intransigenza, fuori i soldi dalla politica/informazione, rifiuto del dialogo con i politici esistenti)?
    Mi consenta una battuta: La politica è anche passione, e la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie 😉 Per dire: i “vizi” del M5S sono dovuti all’esasperazione di chi crede nella Politica e vede i politici fare tutto fuorchè quello che dovrebbero fare.

    3) Sono d’accordo con lei con alcune critiche contenute nel post (meritocrazia, competenza, scontro, complottismo), ma siamo onesti: che alternative ci sono? Oggi la situazione italiana propone due scelte: gli stessi degli ultimi 20 anni (o più) o il M5S. La politica è mediazione, e la perfezione non esiste. A lei la scelta. Come ho fatto a scegliere io? Così: http://fulvioprisinzano.myblog.it/2010/10/13/del-doman-non-v-e-certezza/

    Cordialmente

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    • Piero Tagliapietra
      Piero Tagliapietra says:

      1) In effetti concordo pienamente con la differenza Grillino – Elettore M5S. Tuttavia molti dei punti che critico sono alla base stessa del m5s (per lo meno, sono punti del programma ufficiale) 🙂 La mia speranza (e forse ci credo ancora) è che gli elettori del M5s ci salvino dai grillini: molte proposte del m5s sono valide (altre meno) e sarebbe bello vederle realizzate.

      2) Sono d’accordo in parte: credo per l’appunto che il m5s sia frutto di una situazione decadente della politica italiana (per usare parole generose) e che sia una risposta errata a un problema esistente e che andrebbe risolto.

      3) Sulle alternative per ora non mi esprimo (sinceramente il panorama non è dei più allegri). Ormai vado per esclusione su alcuni valori di base che per me non sono negoziabili 🙂

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      • Fulvio Prisinzano
        Fulvio Prisinzano says:

        1) è dal 2009 che dico che Grillo è il problema principale del M5S. E personalmente lo considero una male purtroppo ancora necessario per la crescita del movimento (purtroppo la politica non è solo “idee”, ma anche “consenso”). Farò il possibile per realizzare la sua speranza 😉

        2) E come si risolve? La risposta sarà anche errata, ai posteri l’ardua sentenza. Ma quella giusta non è certo tenersi chi c’è oggi, nè scrivere e lamentarsi in un blog. Qualcuno si è rimboccato le maniche e qualcosa sta ottenendo (ad esempio – fresca fresca – lo stop delle cartelle equitalia per le imprese che vantano crediti con la PA), magari di concreto poco o niente, ma come diceva mia nonna: “piutost che na got, l’è mei piutost” (piuttosto che niente è meglio piuttosto) 😉

        3) Ottimo metodo! 😉 Anche se temo che diventerà un elettore del PdA (partito degli astenuti). Cmq se fonda un partito mi contatti e vedremo se i suoi principi non negoziabili coincidono con i miei.

        Reply
  3. oryan
    oryan says:

    Come mai è scomparsa la mia replica punto su punto pubblicata la notte scorsa? Ah, questi pentastellati antidemocratici…

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    • Piero Tagliapietra
      Piero Tagliapietra says:

      Perché Diquss ti ha catalogato come spam in maniera automatica (così come i tentativi di postare a ripetizione i link): sono andato a mano a sbloccare il commento

      Reply
      • oryan
        oryan says:

        Ottima piattaforma davvero. Boh, decidi tu se vuoi che ti mandi l’indirizzo, oppure se pubblicare la mia replica, o anche niente. Alla fine non cambia molto.

        Reply
  4. Piero Tagliapietra
    Piero Tagliapietra says:

    La maiuscola su Politica è voluta per marcare la differenza con la politica, così come esiste una differenza tra Politico (persona al servizio dello stato) e politico (persona che si fa eleggere per puro interesse personale). L’antipolitica non esiste, esiste la disaffezione verso i poltici (più che comprensibile). Sul fatto che il M5S sia democratico ho qualche dubbio (non si può definire in questo modo una forza che dichiara di voler prendere il 51% e non ascoltare gli altri o mediare, mi spiace molto, è una questione di definizioni)

    Leggendo le risposte appare un po’ la retorica del “gne gne”: il M5S è male MA GLI ALTRI SONO PEGGIO. Non mi interessano gli latri: al momento stiamo parlando del M5S, nessuno ha detto che siano migliori (sul tema consiglio http://www.pierotaglia.net/fondamenti-di-logica-per-grillini/). Per cui ignorerò qualunque commento sul PD o sul PDL ma risponderò solo relativamente al M5S.

    Sulla tecnocrazia il suo commento non fa che rafforzare quanto sopra: di democrazia digitale e di tecnologia purtroppo molte persone vivono di slogan. Forse dovrebbe studiare il tema del voto online e della democrazia digitale prima di affrontarlo

    Sulle competenze penso basti citare Messora per distruggere il castello di carte e guardare i disegni di legge presentati

    Sul finanziamento ai partiti siete disposti a correre un rischio enorme: solo chi è ricco può fare politica (consiglio di studiare i casi di crowdfounding politico anche a livello internazionale, la tematica è affascinante). Anche qui, come della tecnologia c’è un approccio romantico.

    Sul tema della stampa il commento è l’esempio di come il concetto di democrazia sia piuttosto lontano dal movimento cinque stelle (immagino sia un elettore date le critiche). Il fatto che a me non piaccia un giornale non è un motivo per chiuderlo: sinceramente è necessaria una riforma dei contributi, azzerarli significa uccidere la libertà di stampa. Ma anche qui è una questione di valori.

    Sulle pseudoscienze mi scappa da ridere: il suo commento è quanto di più lontano ci sia dalla conoscenza del metodo.

    Sul resto non ha nemmeno senso rispondere perché vedo che il tutto conferma quanto detto sopra e il post 🙂

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    • oryan
      oryan says:

      Ringrazio per la pubblicazione della mia replica ed evito di ingaggiare ulteriore polemica. Preciso però che la distinzione tra politica e Politica è un’altra pippa e che la questione del 51% è funzionale per poter decidere ed incidere. Del resto l’uso della tagliola non mi pare vada in senso diverso, no? Rispetto per le minoranze senza lasciarsi bloccare: faremo tesoro. Per il resto siamo di nuovo alla propaganda e alla manipolazione, condita dalla spocchia autoreferenziale. Mi inchino a cotanta superiorità e attendiamo di vedere dove ci porta la storia. Con e senza maiuscole.

      Reply
  5. Alessandro Arcuri
    Alessandro Arcuri says:

    Spettacolare, concordo in toto! E me ne dispiaccio, perché un sacco di validissime persone, nel M5S vengono annientante da intere legioni di fanatici esasperati che incarnano in pieno (e anzi aggiungono massicce dosi di qualunquismo, razzismo, intolleranza e proprio crassa ignoranza) tutti i punti che hai elencato! Da un certo punto di vista considero i grillini il peggior nemico di loro stessi…

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