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Perché prendere certificazioni come PM?

Durante i corsi e le consulenze in agenzia, puntualmente la domanda arriva: perché prendi le certificazioni sul Project Management e soprattutto sull’Agile e Scrum? Servono davvero? Qui le mie considerazioni assolutamente personali partendo da una panoramica sulle certificazioni, a cosa servono e perché le prendo.

Le certificazioni

Se esistono App per fare qualunque cosa, allo stesso modo esistono certificazioni (e certificatori) per qualunque attività, soprattutto in ambito Project Management.

Esistono quelle economiche e quelle costose, quelle verticali e generali, quelle facili e quelle difficili: c’è n’è per tutti.

Potreste ad esempio, relativamente agli approcci tradizionali, scegliere tra il PMP® del PMI o Prince2 di Axelos o Level C- Certified Project Manager di IPMA.

Parlando invece di “approcci e metodologie” Agili si apre uno scenario vastissimo (o per dirla come Hudson “escono dalle fottute pareti“):

  • PMI: potete scegliere tra PMI-ACP® (Agile Certified Practitioner) o il filone Disciplined Agile con DASM (Discipline Agile Scrum Master), DASSM (DA Senior Scrum Master), DAC, (DA Coach), DAVSC (DA Value Stream Consultant)
  • PRINCE2: troviamo Prince2Agile Foundation e Practitioner
  • Scrum.org: PSM (Professional Scrum™ Master I, II e III), PSPO (Professional Scrum™ Product Owner I, II e II), PSD (Professional Scrum™ Developer), SPS (Scaled Professional Scrum™), PAL (Professional Agile Leadership™), PAL-EBM (PAL™ Evidence Based Management), PSK (Professional Scrum™ with Kanban), PSU (Professional Scrum™ with UX)
  • Scrum.inc: Scrum Master, Product Owner, Scrum@Scale
  • Scrum Alliance: CSM (Certified Scrum Master), ACSM (Advanced Certified Scrum Master) CSPO (Certified Scrum Product Owner), ACSPO (Advanced Certified Scrum Product Owner) , CSD (Certified Scrum Developer) ,CSP * SM/PO (Certified Scrum Professional, Scrum Master o Product Owner), CAL-* E/T/O ( Certified Agile Leadership Essential, Teams, Organization), CTC (Certified Team Coach), CEC (Certified Enterprise Coach), CST (Certified Scrum Trainer).
  • Safe: APM (Agile Product Manager), LPM (Lean Portfolio Manager), Arch (Certified SAFe® Architect), SSM (Certified SAFe® Scrum Master) …

E potrei continuare con Less, ICA Agile

E quindi come si fa a scegliere?

A cosa servono le certificazioni?

Secondo la Guida ai Salari del PMI la certificazione PMP® porta a un +11% nel salario del Project Manager in Italia (rispetto a un non certificato), +25% in USA e +58% in Sud Africa.

Per cui potremmo dire che alcune delle certificazioni sono interessanti al mero fine di un aumento di stipendio 1.

Relativamente a questo punto mi verrebbe da dire che l’utilità economica di una certificazione è legata alla sua “scaristà” 2: più è difficile ottenere una certificazione, maggiore sarà il suo valore (quantomeno da un punto di vista teorico).

Tra i vari parametri di difficoltà potremmo avere:

  • pre-requisiti: posso farlo subito o serve esperienza lavorativa?
  • formazione: posso formarmi autonomamente o è necessario un corso da 1.400€ fatto presso un istituto ad hoc?
  • costo dell’esame: siamo sopra o sotto i 250€ a tentativo?
  • difficoltà dell’esame: le domande sono semplici o richiedono una conoscenza approfondita?
  • sede dell’esame: da casa senza controllo o con qualcuno che verifica come si svolge l’esame?
  • mantenimento: finito l’esame è finito tutto o è necessario mantenere la certificazione e l’affiliazione?

Di conseguenza una certificazione dove hai dei corsi obbligatori, esame fatto con qualcuno che ti controlla e approfondito e mantenimento sarà probabilmente meno diffusa rispetto a una più libera.

Ovviamente abbiamo parlato di tema economico e non di competenze/capacità perché personalmente credo che una certificazione sia molto spesso assimilabile la patente:

il fatto che si sia passato un esame teorico non significa necessariamente essere in grado di guidare.

Ovviamente, rispetto a una persona che non ha il “bollino” possiamo ipotizzare che la persona certificata abbia una vaga idea del tema (ma anche su questo tenderei a non scommetterci) 3.

E quindi a cosa servono?

Io e le certificazioni

Personalmente assimilo le certificazioni alla “cintura nera” nelle arti marziali (avendo un passato in queste meravigliose discipline).

Per chi “non pratica” la cintura nera è il punto di arrivo, per i praticanti che si avvicinano a questo traguardo, capiscono che è un punto di passaggio e rappresenta una parte del percorso fatto e soprattutto che ci sia ancora tanta strada da fare.

Le certificazioni a mio avviso servono a consolidare/cristallizzare alcune nozioni apprese sul campo e iniziare poi un percorso verso il miglioramento continuo.

Da questo punto di vista credo che nel mondo Agile abbiano particolarmente senso le certificazioni “una tantum” senza rinnovi obbligatori: se hai capito la filosofia ti aggiornerai comunque, pagare 100€ ogni due anni non ti renderà necessariamente uno Scrum Master valido.

Inoltre uso le certificazioni come se fossero degli Sprint Goal: delle linee guida per orientare in maniera coerente le mie attività di formazione nel corso del tempo (o dell’anno).

Mi sono infatti accorto che uno dei miei rischi sulla formazione personale era quello di studiare tante cose e non approfondire nulla. Usando le certificazioni (o determinati risultati da conseguire su certe materie) mi lascio dei margini per poter spaziare su materie affini, dall’altro sono conscio dei limiti rispetto a quello che devo approfondire adesso.

Questa infatti è un po’ la mia storia da Consulente sulla gestione dei progetti (al netto dei corsi):

  • 2014 – ACSM (Scrum Alliance) – Ok, ho capito meglio cosa è Scrum e cosa fa uno Scrum Master dopo aver provato un po’. Ma c’è qualcosa oltre Scrum?
  • 2016 – PMI-ACP® (PMI) – Ok, ho un’idea più ampia di Agile e del tema in generale, molto verticale sul software. Forse devo comunque approfondire Scrum e non fossilizzarmi sul mondo Agile
  • 2019 – PSM I (Scrum.org) – Ci sono alcune cose di Scrum che non avevo capito e c’è sempre da studiare. Adesso però torniamo alle metodologie tradizionali e devo approfondire il Lean.
  • 2020 – PMP® (PMI) – Bene, in effetti c’è valore anche negli approcci predittivi se inseriti nella giusta filosofia. Ora è il caso di tornare su Lean e Scrum
  • 2021 – PSPO I (Scrum.org) – I ruoli sono importanti nel loro bilanciamento e ora è il caso di parlare sempre più di valore nei vari ambiti. Lean e Scaling?

Ovvio che il rischio è quello di sembrare il Generale Aladeen

Ma anche qui credo che sia importante come elemento: se la persona certificata inizia a parlare più di quanto sia bravo e certificato più che a lavorare, si sta semplicemente misurando la “lunghezza” delle certificazioni. Ed è il caso di passare oltre.

Infine credo che sia importante una certificazione per chi vuole migliorare le proprie conoscenze e ha bisogno di un aiuto per focalizzarsi, per chi vuole mettere ordine nelle sue conoscenze o chi vuole insegnare o anche per chi vuole alzare la sua RAL (che è sempre una motivazione ragionevole).

Note:

  1. In seconda battuta, dato il costo dei corsi, esami e mantenimento, sicuramente le certificazioni sono interessanti per tutti gli enti certificatori (e questo spiega perché negli ultimi anni ne siano nati sempre di più e vi siano sempre più tipologie di certificati).
  2. Uno dei sei principi di Robert Cialdini sull’Influenza
  3. Oltretutto per alcune posizioni si inizia a richiedere non solo la conoscenza, ma anche qualche certificazione di base sul ruolo dello Scrum Master o del Product Owner
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