E quindi questo 2017? Continuo così, grazie

Febbraio 2018 inoltrato e finalmente riesco a sistemare quello che doveva essere il “post” bilancio 2017: direi che già questo racconta un sacco di cose sull’anno passato e anche su quello che si prospetta essere il 2018. In poche parole intenso, di corsa, pieno di cose belle e con alcuni sprazzi di equilibrio.

Veloce

Sicuramente il 2017 è stato un anno di corsa: tantissime cose, poco tempo per fermarsi. Il rischio è stato quasi l’affanno, ma tra progetti belli,  sfide varie e gli impegni non c’è stato un vero momento di pausa. Questo ovviamente ha voluto dire sacrificare qualcosa: la mia presenza online è quasi venuta meno o meglio: quella che prima era una presenza abbastanza costante si è praticamente annullata.

Per il 2018 non sarà diverso e alla fine ho anche fatto pace con quello che inizialmente ho vissuto come una mancanza (non poter condividere, non gestire il blog etc.): non è possibile fare tutto, ci si danno delle priorità e per altre cose verrà il momento (o forse non verrà affatto). È anche uno dei principi della strategia: capire a cosa dire di no.

Sicuramente alcuni progetti, la famiglia e il Crossfit (sono decisamente malato) vengono prima di altre cose. Molto probabilmente devo lavorare ancora un po’ sul tema dell’equilibrio tra i vari aspetti e sistemare alcuni tasselli nell’ordine delle priorità, ma il 2018 è già sulla buona strada.

Soddisfazioni

Devo dire che il 2017 è stato soprattutto un anno di soddisfazioni per tre grandi motivi

  1. Progetti: ho fatto delle cose bellissime, tenuto corsi con classi molto motivate e visto approcci nuovi e diversi rispetto alle attività che svolgo normalmente. Poter scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo è sicuramente l’aspetto migliore di questo 2017 che però conferma un adagio: obiettivi, obiettivi, obiettivi. Se non sai dove andare puoi essere il miglior strategist o il più grande PM, ma ci saranno un sacco di problemi dall’inizio alla fine.
  2. Team: vedere delle persone crescere, raggiungere livelli eccellenti e sapere di potergli tirare addosso praticamente qualunque cosa e avere la certezza che la gestiranno al meglio è veramente fantastico.  Devo dire che questa è la grande soddisfazione 2017 e adesso per il 2018 ho delle nuove idee e sfide da lanciare: siamo entrati nella fasi supporting e delegating (ed è veramente interessante).
  3. Hypernova: la grande novità del 2017 è sicuramente l’essere diventato presidente di una cooperativa, Hypernova, verticalità di Doc Servizi nata a gennaio insieme alla gemella Creativity. Si tratta di una soluzione che vedo ideale per i freelance che possono così dedicarsi al loro lavoro e trovare servizi, supporto e persone con le quali lavorare bene.

Anche qui, come impegno 2018, c’è l’essere ancora più fiscale sulle definizione e dichiarazione degli obiettivi: il resto poi è tutto in discesa.

Formazione

Sono profondamente convinto che, per lavorare in ambito “strategia”, la formazione deve essere una costante (soprattutto se si opera in ambito digitale) e quest’anno ho puntato in particolare su tre aree.

  1. Management: nuova vera entrata del 2017 è il corso sulla gestione aziendale (o più precisamente sul Management delle Cooperative). È sempre bello vedere le cose da un altro punto di vista e approfondire alcune materie sulle quali avevo delle grandi lacune (sul bilancio continuo ad averne, ma almeno riesco a leggerlo e capisco alcune scelte).
  2. Project Management: in continuità con l’anno scorso la parte di Project Management (soprattutto Agile) è quella che sto approfondendo maggiormente. Per il 2018 sto pensando alla certificazione PMP perché credo che sia importante scegliere la giusta metodologia a seconda del progetto (e non forzare tutto sempre verso la stessa idea/soluzione).
  3. Basi: se il mondo continua ad andare di corsa, sapere cosa sta succedendo è sicuramente importante, ma il rischio è guardare l’albero e perder di vista la foresta. Di conseguenza ho deciso di tornare verso testi di base e ridurre lo studio verticale sul digitale.

Il consiglio che mi sento di dare è cercare di capire quali sono le cose più interessanti (anche il mercato del lavoro) e gli elementi sui quali siamo più deboli e lavorare su questi due aspetti (tanto le cose che ci piacciono/siamo bravi a fare continueremo a farle crescere anche involontariamente).

Piccola lezione del Crossfit: se fai schifo nei double under e hai uno clean con un carico decente, su cosa devi lavorare? Ovvio, sui double under. E dopo? Ancora sulle skill che non hai.

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