

Quello che è accaduto al premier è un atto assolutamente deprecabile, non esiste motivazione per la violenza, se non la difesa della propria incolumità fisica o quella dei propri cari.
Riflettevo sulla dichiarazione di Emilio Fede : l’odio è fomentato da questa opposizione. Ho raccolto un po’ di dichiarazioni più o meno recenti Read more →
Chi è a favore può spiegare il perché nei commenti. Io sono contrario perché
Ciò che mi irrita maggiormente sono le false dichiarazioni, parole vuote che non si traducono in nulla. Gesso sulla lavagna e fumo negli occhi: questo è per me il populismo; un’attività che piace non solo ai politici, ma soprattutto agli elettori, dai tempi di Socrate più disposti ad accettare i dolci da un pasticcere che le amare medicine da un medico: poco importa se sono solo i medicamenti a curare il paziente.
L’ultima proposta di Feltri è un esempio lampante di questa pratica così fastidiosa: l’invito a non pagare il canone rai in quanto tassa per pagare Santoro e agli altri programmi comunisti. Egli mente sapendo di mentire: il direttore di un giornale dovrebbe sapere che il canone non è legato alla fruizione dei programmi rai, ma è una tassa sul possesso di un apparecchio televisivo ( non affermare che “il canone è una sorta di tassa di possesso dell’apparecchio ” ). Oltretutto s’invita a disdire il canone affermando che non sarà possibile che vengano effettuati i controlli, quindi si potrà continuare a guardare la televisione non pagando le tasse.
Quello che sfugge è il significato profondo di questo balzello. Questa tassa permette alla rai di operare scelte di trasmissione che non potrebbero vedere la luce su una televisione commerciale: il pubblico può operare in perdita ed al servizio della comunità, il privato persegue giustamente il profitto e, se una trasmissione è utile, ma non genera ascolti, giustamente viene cassata.
Se siamo contrari ai soldi pubblici mi chiedo dove sia la crociata contro i finanziamenti ai giornali. O forse i soldi pubblici fanno comodo dato che i soli proventi dalle vendite non coprono le spese?
Altro caso è il ministro Brunetta, di cui condivido le idee sulla meritocrazie e sul limitare la piaga dell’assenteismo, ma che alla fine non è riuscito a concludere nulla, se non far parlare di se in molti e discutibili modi. Le sue famose norme “anti-fannulloni” sono finite con un nulla di fatto, abolite il 1 luglio: potete verificarlo voi stessi, andando qui all’articolo di legge 192/2009 e leggere l’articolo 17 comma 23.
Oppure le dichiarazioni del ministro Brambilla sul Corriere di oggi, dove afferma che criticare Berlusconi fa male al turismo (qui il link dal post di Gilioli), che si dimentica, a parer mio, come il problema del turismo italiano derivi da altri tre elementi:
• qualità dei servizi: non sono le bibite, i giochi in spiaggia e gli alberghi, ma possibilità di connessione gratuita, portali internet delle strutture costruiti secondo le linee guida dell’usabilita, facilità nel reperire le informazioni. Se il prodotto è scarso anche con la migliore pubblicità non porterà a risultati; “briglie d’oro non rendono migliore il cavallo” diceva Seneca;
• qualità del portale italiano nel fornire informazioni: italia.it è ben costruito, ma non tiene conto delle recenti ricerche che affermano come gli utenti non utilizzino i portali istituzionali per programmare le proprie vacanze, ma utilizzino blog e SN per avere informazioni su servizi ed alberghi. Costruire un portale che non permette di condividere, in quanto protetto do copyright, e che non permette i commenti è una bella borchure che viene sfogliata e gettata dopo 15 secondi;
• la pubblicità del paese e l’immagine che ne si ha è data dai comportamenti pubblici del presidente del consiglio, non dagli articoli che in Italia si scrivono su di lui.
Per concludere le affermazioni del Presidente del Consiglio, che alla festa di della Libertà ha detto come “oggi non c’è nessuno che avendo perso il posto di lavoro sia lasciato solo dallo
stato” mentre i dati parlano di come sia solo un disoccupato su cinque a ricevere sussidi.
Questa foto è di Joe Penniston
Non potendo fare le corna durante la foto istituzionale, dare del kapo a qualcuno, simulare di sparare a una gionalista, fare cucù ad Angela Merkel, farsi riprendere dalla Regina inglese o fare avanches a figure istituzionali, o altre simpatiche gaffe, il presidente del consiglio ha deciso di farsi notare con una mimica degna del migliore stereotipo italiano per salutare la First Lady americana. Michelle Obama ha salutato tutti i leader più importanti con un bacio sulla guancia, tranne uno, al quale ha dato ua stretta di mano in modo da tenerlo lontano….

La nostra credibilità internazionale è alle stelle. O alle stalle, non so, dipende a chi lo si chiede. Da notare, in foto, il volto sorridente del presidente Barack Obama nei conforonti della pantomima di Berlusconi. Potete guardare anche il video. Da un punto di vista comunicativo, analizzando la prossemica, il fatto che Obama si metta tra Michelle e Berlusconi è estremamente significativo, è una barriera per proteggere e tenere lontano un sogetto sgradito.
Ogni anno vado alla “festa dell’Unità” (AKA “Festa Democratica”) e quella di quest’anno, a livello comunicativo, ha raggiunto i minimi storici.
Due domande fondamentali: A cosa serve questo evento? Cosa stai raccontando alla gente?
1) Se pensi che la questo evento serva a raccogliere soldi, la risposta è sbagliata. E’ un momento importante di campgane elettorale, soprattutto in un territorio dove la Lega è fortemente radicata e conosce perfettamente gli elettori e la loro distribuzione. Se vuoi raccogliere soldi difficilmente otterrai consensi: sei lo spammer di twitter nel mondo reale.
2) Per quello che ho visto (e prometto foto) potrebbe essere una qualunque festa di paese (se non fosse per i cartelloni PD e “l’Unità” in omaggio). La presenza di stand commerciali (aspirapolveri, depuratori d’acqua, divani…) non hanno nulla a che vedere con l’evento. Un evento non è comunicativo solo perché inviti Fassino od altri candidati: tutta l’organizzazione e l’allestimento fanno parte della narrazione: sono quasi più importanti degli “special guests”. Se togliessi le scritte PD potrebbe essere la festa del PdL o della Lega: un evento deve comuinicare anche senza le parole. Rispetto agli anni passati l’area della festa è praticamente triplicata, ma ci sono poche indicazioni sulla disposizione dei vari elementi (bar, casse, libreria, zona di ballo…): se in una sera 25 persone mi chiedono dov’è siano la cassa piuttosto che la zona di ballo c’è qualche problema
Una festa senz’anima, dove andare a mangiare e bere, ma che non mi convince a votare un partito. Una veloce distruzione, ma anche delle proposte.
1) Se l’obiettivo è fare campagna elettorale bisogna parlare delle iniziative del partito (quale che sia), di quello che è stato fatto e di quello che si farà. In una festa provinciale sarebbe interessante avere un cartellone con tutte le proposte fatte a ogni livello: anche se saranno due sole persone a leggerlo completamente non è importante, a ogni persona che passa darai l’idea di aver lavorato e di esserti impeganto a fondo. La campagna elettorale non inizia due mesi prima delle elezioni, la fiducia non si guadagna con i cartelloni, ma si costruisce poco alla volta, con costanza e fatica.
2) L’organizzazione degli spazi è importantissima, così come la scelta degli stand e degli sponsor. Avere molti sponsor eterogenei non mi permette di avere una visione coerente del partito: sceglierò solo degli stand che abbiano un collegamento con il mio partito e, se ad esempio, metto un espositore di pannelli solari, avrò cura di sottolineare come questo partito sia vicino all’ambiente e alle risorse rinnovabili. Se ho a disposizione degli spazi molto ampi e non riesco a riempirli in maniera adeguata non metterò solo dei cartelli, ma stamperò anche una mappa in modo che ogni location sia facilmente individuabile e raggiungibile. In questo modo le persone si sentono importanti, non perchè “ne parlo”, ma perchè le mie azioni lo sottolineano: cura degli elettori.
Questo posto si può benissimo adattare all’organizzazione di qualunque evento che deve essere preparato attentamente, mi piace pensare come una battaglia:
Lo so, non si chiama più così, ma per me la “Festa democratica” non esiste, è un invenzione fittizia: a livello affettivo rimarrà sempre “Dell’Unità”.
La vera ragione per andarci quest’anno è sicuramente legato allo stand dei vini, molto interessante. Questi sono i vini che ho assaggiato ed erano veramente buoni:
Il mio preferito è il Riparossa, un rosso meraviglioso. Se avete l’occasione venita a fare un salto allo stand dei vini, la festa dura fino a questa domenica (19-7)
La festa è qui:
Visualizzazione ingrandita della mappa
Il PdL è il primo partito in Italia con il 35,5%, segue il PD con il 26,4%. Troviamo la Lega con un notevole 10,2%, IdV con 8% e UdC con il 6,5% a chiudere.
|
Partito
|
2004
|
2009
|
variazione
|
variazione in %
|
|
PD
|
10.105.836
|
8.004.786
|
-2.101.050
|
- 20,8 %
|
|
PdL
|
10.542.851
|
10.801.410
|
258.559
|
+ 2,4 %
|
|
Lega Nord
|
1.613.506
|
3.126.600
|
1.513.094
|
+ 93 %
|
|
UDC
|
1.914.726
|
1.996.130
|
81.404
|
+ 4,1 %
|
|
IdV
|
695.179
|
2.450.389
|
1.755.210
|
+ 252 %
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Non vorrei che un domani sorgessero dei dubbi:
Io sottoscritto Piero Tagliapietra, nato a Desenzano del Garda (BS) il 21 aprile 1984, nella pienezza delle mie facoltà fisiche e mentali, dispongo quanto segue.
Qualora fossi affetto:
da una malattia allo stadio terminale,
da una malattia o una lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile,
da una malattia implicante l’uso permanente di macchine o altri sistemi artificiali e tale da impedirmi una normale vita di relazione,
non voglio più essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico.
Nelle predette ipotesi:
qualora io soffra gravemente dispongo che si provveda ad opportuno trattamento analgesico pur consapevole che possa affrettare la fine della mia esistenza;
qualora non fossi più in grado di assumere cibo o bevande, rifiuto di essere sottoposto a idratazione o alimentazione artificiale;
qualora fossi anche affetto da malattie intercorrenti (come infezioni respiratorie e urinarie, emorragie, disturbi cardiaci e renali) che potrebbero abbreviare la mia vita, rifiuto qualsiasi trattamento terapeutico attivo, in particolare antibiotici, trasfusioni, rianimazione cardiopolmonare, emodialisi.
Sempre nelle predette ipotesi:
Rifiuto qualsiasi forma di continuazione dell’esistenza dipendente da macchine.
Detto inoltre le seguenti disposizioni:
non richiedo alcuna assistenza religiosa;
il mio corpo può essere donato per trapianti;
il mio corpo può essere utilizzato per scopi scientifici e didattici.
Lo scopo principale di questo mio documento è di salvaguardare la dignità della mia persona, riaffermando il mio diritto di scegliere fra le diverse possibilità di cura disponibili ed eventualmente anche rifiutarle tutte, diritto che deve essere garantito anche quando avessi perduto la mia possibilità di esprimermi in merito.
E questo al fine di evitare l’applicazione di terapie che non avessero altro scopo di prolungare la mia esistenza in uno stato vegetativo o incosciente e di ritardare il sopravvenire della morte
Grazie a Fox per la segnalazione
La chiesa (strano) si schiera contro il riconoscimento degli omosessuali e contro la depenalizzazione dell’omosessualità come reato perchè porterebbe a discriminare i paesi che discriminano (??????? Forse è per questo che durante la seconda guerra mondiale non si sono schierati contro la germania, avrebbero discirminato chi non discriminava gli ebrei).
Nietzsche ha un capitolo meraviglioso nel “Così parlò Zarathustra”, parte seconda, “Delle Tarantole”, le tarantole sono “predicatori dell’eguaglianza”: [...]<
“Gli uomini non sono euguali”. E neppure dovrebbero diventarlo! [...] La vita vuole edificare se stessa con pilastri e gradini” ed i gradini sono le differenze tra noi.
Se fossimo tutti uguali nessuno vorrebbe superare se stesso o si porebbe domande, ma rimarebbe nello stesso stato in cui si trova, nello status quo, a vegetare
Questo è un blog, un mio spazio e non un luogo pubblico. Adoro le discussioni e le critiche, ma non saranno pubblicati commenti offensivi, sfacciatamente pubblicitari, attacchi personali e simili.
Può capitare che io scriva riflessioni su aziende, brand o figure politiche: questi pensieri sono solo ed esclusivamente miei e non rispecchiano necessariamente quelli dell'azienda per cui lavoro o delle persone con cui collaboro

