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Influencer Marketing: è ancora una novità?



Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate: ultima modifica: 16.08.15

In questi mesi sono stati pubblicati dei post interessanti sul tema degli Influencer: penso a quello di @skande (L’influencer marketing sta per affermarsi anche in Italia) e di @rudybandiera (Il Teorema del Triplo win: win-win-win e influencer marketing) o di @gluca (Benvenute, Pay Digital PR). Tuttavia una cosa mi lascia insoddisfatto: il fatto che ancora “si inizi” a parlare di Influencer Marketing o che questo si stia affermando e non si vada verso una maturità.

La lunga storia dell’Influencer Marketing

Già nel 2009 1 in agenzia si facevano progetti e attività con Influencer: le aziende chiedevano di sviluppare progetti di Digital PR e attività che coinvolgessero gli Influencer (ai tempi si parlava soprattutto di Blogger). Parliamo quindi di 6 anni fa, non esattamente dell’altro ieri (per intenderci: non esistevano Instagram e Whatsapp).

In questi anni poi i dibattiti sugli Influencer, sulla loro esistenza e il loro potere si sono susseguiti così come i progetti che hanno visto coinvolgere questi soggetti: attività con fashion blogger, vlogger, igers, food blogger, travel blogger, etc. hanno continuato a popolare le nostre timeline senza interruzione dal 2009 ad oggi. L’unica evoluzione (forse) significativa vista in pubblico è legata alla suddivisione tra attività a pagamento (Native ADV e Branded Content) a quelle gratuite (Digital PR), elemento che ha suscitato non poche polemiche.

Tuttavia eccoci nuovamente a trattare di Influencer come nel 2009, usando un termine privo di reale utilità.

Oltre la superficie dell’Influencer Marketing

Una delle frasi che tendono a suscitare ilarità quando faccio corsi sull’Influencer Management è

“Gli Influencer sono cani”

Ovviamente non mi riferisco alla qualità, ma al fatto che stiamo parlando di un insieme di soggetti con caratteristiche eterogenee: un chihuahua e un alano sono cani, ma sono vagamente differenti. Allo stesso modo Influencer si riferisce a un termine che mette sotto lo stesso cappello persone che hanno qualità, caratteristiche e punti di forza decisamente diverse.

Già qualche riga sopra abbiamo accennato a differenze di piattaforma (blogger, vlogger, igers), di tema (food, travel, tech etc.) e di progetto (awareness, lead generation, traffico etc.). Solo questi tre elementi iniziano a restituirci una galassia complessa: trovate un primo tentativo di suddivisione (che non è statica, ma dinamica) in questa slide (che è parte di un ragionamento più lungo)

Mi piacerebbe quindi che si iniziasse a usare il termine Influencer solo come cappello introduttivo per poi andare ad affrontare una singola verticalità o un aspetto specifico: altrimenti rischiamo di rimanere a discutere della superficie di un fenomeno mentre le cose più interessanti rimangono sotto al pelo dell’acqua.

In questo modo oltretutto si potrebbe iniziare a parlare in maniera diffusa dei differenti modi in cui possono essere valutati i risultati: piattaforme, temi e progetti eterogenei difficilmente potranno essere valutati nello stesso modo (e di modi per valutare i risultati ce ne sono parecchi, anche dal punto di vista economico).

Giusto per dare concretezza ad alcune metriche per esempio:

  • Traffico generato dagli Influencer 2
  • Numero di Influencer di settore che hanno parlato del prodotto/servizi
  • Evoluzione del sentiment negli Influenceer e analisi del delta

E questa è solo la punta dell’icerberg.

Verso la maturità dell’Influencer Marketing?

Posto che non adoro il termine Influencer Marketing (perché oggi è tutto Marketing), ma preferisco Influencer Management credo che oggi sia necessario fare qualche passo in più: anche per fare progetti migliori e generare maggior valore per i clienti.

La mia speranza quindi è che presto si arrivi a discutere del tema in maniera più approfondita e meno generica (e in alcuni casi anche in maniera meno ingenua).

Note:

  1. Oltretutto, se non rimaniamo vincolati al solo digitale, le discussioni e i progetti con Influencer si trovano ben prima del 2009
  2. Da questo punto di vista in The Fool facciamo una cosa per me molto bella che si chiama DAVE Digital Advertising Value Equivalent
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