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Introduzione all’Information Foraging



Questo post ha piu' di sei mesi. Le informazioni contenute potrebbero non essere aggiornate: ultima modifica: 26.05.12

Ultimamente sto approfondendo due materie apparentemente molto lontane: da un lato il Marketing e dall’altro la Sociobiologia. Sapere in che modo si muovono i branchi e in che modo gli animali agiscono in determinate situazioni permette di comprendere e predire in che modo gli esseri umani si comporteranno, soprattutto nelle reti sociali (dopotutto rimaniamo animali) e quindi è possibile elaborare delle strategie di Marketing e Comunicazione estremamente mirate ed efficaci.

Adesso sto studiando le teorie dell’Information Foraging dove vengono applicate agli esseri umani (e al modo in cui cerchiamo le informazioni) le teorie del Optimal foraging theory: l’optimal foraging cerca di spiegare l’adattamento della struttura corporea e dei comportamenti per far fronte ai problemi posti dall’ambiente e all’esigenza di nutrirsi con il cibo disponibile. Se volete approfondire il discorso il testo di riferimento è Information Foraging Theory, di a Peter Pirolli.

Data la complessità dell’argomento (e l’interesse che per me ha questa materia) ho deciso di scrivere qualche appunto (in modo da fare ordine) e di condividerlo con voi.

Vediamo alcuni punti fondamentali prima di passare alle riflessioni:

  • Gli umani sono informivori (Miller 1983): ci adattiamo al mondo attraverso la ricerca e l’uso delle informazioni (in questo modo possiamo ottenere conoscenza e quindi controllo sul mondo). Possiamo dire che siamo l’Informavorex Rex del nostro tempo.
  • Incrementare il tasso con il quale le persone trovano, comprendono ed impiegano informazioni importanti significa migliorare la capacità di agire in maniera intelligente
  • Siamo geneticamente portati all’acquisizione d’informazioni e per massimizzare questa nostra caratteristica sono stati sviluppate delle estensioni fenotipiche (Dawkins 1989), un concetto molto vicino a quello di protesi magnificativa identificata da Umberto Eco. (Genotipo: insieme delle caratteristiche gentiche di un individuo non necessariamente visibili; Fenotipo: espressione fisica del genotipo; Fenotipo Esteso: espressione del genotipo che sorpassa i limiti del corpo)
  • Nella situazione odierna abbiamo una sovrabbondanza d’informazioni: questo causa una drastica diminuzione dell’attenzione e un forte bisogno di allocare l’attenzione in maniera efficace. Le nostre risorse cognitive sono limitate e qualunque attività consuma energia: se andiamo a caccia consumiamo calorie spostandoci, se dobbiamo trovare informazioni consumiamo attenzione.

Dati questi punti base possiamo iniziare.

Le persone, così come gli animali, adattano i loro comportamenti in modo da ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Possiamo quindi vedere un primo parallelo:

  • Natura: Max [Energia/Tempo] (cibo distribuito nell’ambiente)
  • Umani: Max [Informazioni utili/Tempo] (informazioni distribuite sui media)

Online questo comportamento si vede chiaramente: quando siamo alla ricerca di informazioni decidiamo infatti di dedicare solo una certa quantità di tempo ad ogni pagina web che visitiamo: come posso calcolare il tempo che passo su una pagina? La risposta nel prossimo post

Featured image: Photo by David Feltkamp – http://flic.kr/p/9P5Qtg

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