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L’importanza dei team eterogenei

Uno degli aspetti più interessanti legati ai progetti sui Social Media è il tema delle competenze. Si tratta di una riflessione che può essere applicato anche ad altre aree, sicuramente a tutto il digitale: perché è così difficile sviluppare un’attività di successo? Molto semplicemente perché ci troviamo davanti a materie che richiedono l’interazione tra più persone, materie e (per rimanere in ambito aziendale) più dipartimenti o aree.

Per sviscerare in maggior profondità questo tema è opportuno andare a vedere quali sono alcune metafore legate alle competenze delle persone e svilupparne una ulteriore. Si tratta di una riflessione che sorge soprattutto dalle esperienze fatte in questi anni e da una frase che ho usato spesso, ma che non mi ha mai convinto del tutto “ho la fortuna di lavorare con persone più brave di me”. Si tratta di un elemento relativamente vero, ma che non rende giustizia alla realtà delle cose.

T-Shaped e π- Shaped

Una delle metafore più famose e fortunate nel campo delle competenze e dei Knowledge Worker è sicuramente quella della persona a T. Con T-Shaped  people ci si riferisce a quei soggetti che sviluppano una forte competenza verticale su un determinato tema (o dominio) e contemporaneamente hanno conoscenze anche in materie anche non direttamente collegate (contrapposte alle I-People: persone con una sola competenza verticale, ma non in grado di confrontarsi con altri specialisti o materie) 1.

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Prendiamo ad esempio un Social Media Manager: questa persona dovrà necessariamente avere una forte competenza sull’uso dei Social Media e una conoscenza anche di altri temi (competenze tecniche, di business, di design e di diritto). Si tratta ormai di una caratteristica fondamentale dei knowledge worker: senza di questa il valore che le persone sono in grado di aggiungere ai progetti è piuttosto basso.

Da questo punto di vista potremo avere persone con una maggiore conoscenza del tema principale (sviluppo verticale) o una maggiore conoscenza di temi eterogenei (sviluppo orizzontale).

Una evoluzione parziale di questa metafora è stata sviluppata nel 2012: a causa della crescente complessità dei progetti e del nostro ambiente e nel mondo della comunicazione e del marketing, una sola forte specializzazione non è più sufficiente. Il passaggio è quindi evidente: se ad una T aggiungiamo una seconda gamba, ci ritroviamo con una π.

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Per cui, se andiamo a confrontarci all’interno dello stesso tema, potranno esserci persone più brave e competenti di noi dalle quali potremo imparare moltissimo.

The dark side of the moon

Tuttavia questa metafora, che rimane valida e importante, non riesce a mio avviso a rendere conto della complessità nella quale oggi ci si trova ad operare. Perché sono importanti i team e le competenze eterogenee nell’affrontare progetti complessi 2? Perché  anche in quanto T o π-shaped abbiamo una visione parziale dei fenomeni che ci circondano.

Prendiamo in questo caso a metafora il campo visivo su un’area di 360° da un punto fisso: data la crescente specializzazione delle materie non siamo in grado di affrontarle tutte, ma di sviluppare una T o una π nel migliore delle ipotesi (per cui non siamo in grado di girare su noi stessi e osservare tutto quello che ci circonda)

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Ad oggi quindi abbiamo una situazione di questo tipo: una competenza principale che copre un certo cono e quelle secondarie che allargano il nostro orizzonte. In nessun caso sono in grado di coprire lo spettro dell’esistente.

Per riuscire quindi a coprire gli altri elementi che riguardano la nostra realtà e i nostri progetti abbiamo bisogno degli altri: persone che siano in grado di aggiungere elementi alla nostra capacità di osservare i fenomeni con competenze differenti o in alcuni casi che si sovrappongono a quelle che sono le nostre aree di competenza.

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La componente di overlapping è una delle caratteristiche fondamentali che ho osservato in questi anni: senza infatti punti di contatto è probabile che non sia possibile stabilire un dialogo e una collaborazione proficua con il nostro interlocutore. Perché alcune persone di estrazione tecnica non comprendono il valore della comunicazione? Per quale motivo alcuni comunicatori non riescono a parlare con chi si occupa di business?  Perché manca un terreno comune e si parlano lingue differenti con prospettive completamente diverse 3.

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Spesso manca anche la fiducia nei confronti dell’altro e la consapevolezza che il nostro sguardo sul mondo è parziale. Nei team e nei progetti la fiducia ricopre orami un ruolo sempre più importante: prendiamo ad esempio  le metodologie Agile che vanno sempre più diffondendosi. Uno degli elementi cardini è la fiducia nelle persone (dall’esterno e all’interno del gruppo di lavoro) e la presenza di tutte quelle competenze necessarie per portare a termine il lavoro.

Per i progetti di successo oggi non esistono gli one-man band, ma solo le orchestre. .

Cosa è necessario fare

Da questo punto di vista ho avuto la fortuna di lavorare con persone più brave di me all’interno del mio campo e di persone estremamente competenti in altri campi (quindi tecnicamente non “più brave” perché focalizzate su domini differenti per tornare a quanto detto all’inizio) e credo che sempre più in futuro la capacità di costruire gruppi affiatati in grado di osservare il mondo e i progetti da differenti punti di vista sarà sempre più importante.

Prendiamo il tema dei Social Media. Semplificando di cosa abbiamo bisogno per gestire un progetto?

Conoscenze approfondite:

  • Sul tema specifico
  • Di Marketing
  • Sulla realtà aziendale
  • Sull’uso dei social media
  • Legate all’area
  • Sulle logiche e i processi aziendali
  • Legali
  • Tecniche
  • Di Project Management
  • Sulla lettura degli Analytics
  • Sugli strumenti di Social Media Monitoring
  • Di Sicurezza
  • ….

Per lavorare bene abbiamo bisogno di fidarci delle persone e accettare il fatto che dobbiamo lavorare insieme agli altri riconoscendone le competenze e le qualità. Una delle insidie maggiori legate alle competenze trasversali (dei T o dei π-Shaped) è la presunzione (per rimanere in tema di lettere greche: ubris): esiste infatti il rischio di confondere la conoscenza di un argomento con la competenza specifica di dominio. Purtroppo non è possibile essere esperti di tutto: ognuno potrà esserlo nel suo campo e potrà decidere di focalizzarsi su alcuni aspetti.

Prendiamo ad esempio il tema del monitoraggio dei Social Media. Esistono più di un centinaio di piattaforme: i principi rimangono gli stessi, ma la conoscenza approfondita di uno strumento andrà a scapito della conoscenza degli altri (il tempo purtroppo è una risorsa finita e preziosa). Lo stesso posso tradurlo anche su di me: ho fatto diversi esami di diritto e spesso approfondisco il tema per lavoro, ma non mi sostituisco a un avvocato: sono consapevole del fatto che in alcune situazioni devo necessariamente coinvolgerlo. Lo stesso può valere sul tema della sicurezza e per altri campi che però sono fondamentali per il successo dei progetti legati ai Social Media. È fondamentale però sapere quando ricorrere a queste figure.

Per cui sempre di più sarà rilevante comprendere come sviluppare e far crescere team in grado di analizzare lo spazio e lo scenario nel quale il progetto andrà ad inserirsi.

Featured image: Photo by Toni Blay – http://flic.kr/p/5CNci

PS

Ma quindi se non abbiamo tre o quattro persone non possiamo fare progetti? Dipende ovviamente dal progetto. Se è estremamente verticale e relativamente semplice potrebbero non essere necessarie più persone.

Quando invece andiamo a sviluppare progetti complessi, ampi e che toccano aree diverse sarebbe invece ottimale. Dipenderà anche in questo caso dalle risorse disponibili, dal livello qualitativo che si vorrà raggiungere e dalla consapevolezza che aumentano i rischi (c’è infatti la possibilità di non considerare in maniera adeguata elementi critici per il progetto)

Note:

  1. Uno dei primi articoli sul tema è del 2001 su HBR: http://hbr.org/2001/03/introducing-t-shaped-managers-knowledge-managements-next-generation/ar/1
  2. Purtroppo oggi sono rari i progetti che non lo sono
  3. Il caso più comune è la persona che si occupa di comunicazione che cerca di utilizzare le metriche del suo campo per illustrare il valore delle sue attività a una persona dell’area finanziaria. Sono due mondi differenti che, in assenza di traduzioni o punti di contatto rischiano di non capirsi
Wrong Way

Impressioni su Ello

Da qualche giorno sto esplorando Ello, il nuovo Social Network che minaccia Facebook. Per lo meno questo è quello che si trova su alcuni articoli italiani (come ad esempio sull’Hufftington Post ). Tuttavia dopo alcuni giorni di utilizzo sono abbastanza convinto che siano parole utilizzate in maniera del tutto  casuale: solo chi infatti non l’ha usato o non l’ha mai visto potrebbe usare simili termini.

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Endless_Loop

Il comma 22 della competenza

Sempre più spesso mi capita di imbattermi in post, commenti e addirittura ebook (scritti da “professionisti”) i cui contenuti sono talmente sconclusionati da provocarmi delle sane risate. Poi mi rendo conto che ci sono persone che seguono quei consigli e apprezzano quei contenuti: i sorrisi lasciano lo spazio all’incredulità e a un misto di rabbia/sdegno (ma come fai a non capire che sono idiozie?!) per poi lasciare spazio alla rassegnazione. È il comma 22 della competenza.

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Target by Jasper Johns

Target: vita, morte e resurrezione

Stavo per scrivere un post negativo, di critica, di quelli che portano tanti click (piccola curiosità: i post negativi portano molti più traffico di quelli positivi perché l’arousal per le emozioni negative è più bassa di quello per le emozioni positive), ma nel pieno spirito costruttivo dell’iniziativa di Matteo Flora “smetti di criticcare” ho deciso di fare uno positivo. Avrò meno traffico, ma me ne farò una ragione.

Il marketing è morto, il target è morto, insomma stanno morendo tutti: una strage. In realtà mi sembra che stiano morendo questi termini solo per chi non li conosce davvero (o li usa in maniera impropria).

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Microscope

Osservatorio Desenzano 2.0: approfondimento su Viva Desenzano

Dopo aver guardato un po’ cosa succede in generale nel panorama Desenzanese, dopo aver visto che il centro destra sta tentando di organizzarsi, che il PD è sostanzialmente autoreferenziale e inutile, è giunto il momento di fare un’analisi di dettaglio su quella che forse l’entità più interessante nella vita online dei Desenzanesi: Viva Desenzano.  Come sempre c’è una parte generale sugli update, una sugli utenti e un’analisi personale dei dati.

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Oatman Highway Mail

Come si usano to, cc e bcc nelle email

Uno degli annosi problemi che si ripresenta spesso in tutte le realtà lavorative (e non) è l’uso della email: perché hai messo in copia 30 persone? Perché hai mandato tutti gli indirizzi in chiaro? Perché non c’è un destinatario? E così via. Il problema non è legato allo strumento, ma alle conoscenze comunicative: per cui vediamo i tre elementi più problematici dell’email: to, cc, bcc. Read more

A thousand reflections

Osservatorio della politica desenzanese 2.0

Trovo particolarmente interessante osservare che cosa sta succedendo nella mia piccola città (Desenzano del Garda) in merito alle attività che i partiti e alcune associazioni stanno svolgendo su Facebook.  Ci sono dei fenomeni interessanti: possiamo vedere in alcuni casi come, a livello locale, si possano ritrovare alcune dinamiche presenti a livello nazionale.

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Perché fare il CM è meraviglioso e qualche consiglio per sopravvivere

Dopo il rant sugli utenti (e potrebbero essercene di analoghi su clienti e competitor wannabe) e la figura del Community Manager (CM) è il caso anche di raccontare alcuni degli aspetti positivi e come fare in modo che il CM lavori bene, sia efficiente e sopravviva.

Il rant di ieri era anche un messaggio di speranza: cari Community Manager non siete soli, non siete solo voi ad avere momenti di odio feroce: è qualcosa che succede a tutti. Però il nostro è anche un lavoro stupendo.

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